La scena è questa: riunione riservata, documenti sensibili proiettati sullo schermo, slide con dati che non dovrebbero mai uscire da quella call. Eppure basta un tasto, uno screenshot, e il confine della riservatezza è svanito.
Microsoft lo sa. E con l’ultima novità di Teams Premium prova a cambiare le regole del gioco.
Si chiama Prevent screen capture ed è la nuova funzionalità che impedirà agli utenti di catturare o registrare il contenuto video delle riunioni. In apparenza, una semplice limitazione tecnica. In realtà, un passo deciso verso una visione più matura della sicurezza digitale nel lavoro ibrido.
🟣 Su Windows e Android, chi prova a fare uno screenshot vedrà soltanto un rettangolo nero o riceverà un messaggio di avviso.
🟡 Gli altri sistemi non supportati si collegheranno in modalità audio.
🟢 La funzione è disattivata di default, ma può essere abilitata per singolo meeting o gestita dagli amministratori via Entra ID.
Dietro ogni dettaglio tecnico si nasconde un cambiamento culturale profondo: la riunione non è più un luogo “temporaneo” di dialogo, ma un archivio sensibile di informazioni aziendali.
Ogni parola, slide o schermata condivisa rappresenta un asset informativo da proteggere con lo stesso rigore con cui si proteggono i dati nei sistemi.
Questo aggiornamento, seppur riservato agli utenti di Teams Premium, lancia un messaggio chiaro all’intero mercato: la sicurezza non può più fermarsi al perimetro dell’infrastruttura IT. Deve estendersi ai comportamenti, alle abitudini e agli strumenti di comunicazione quotidiani.
L’aspetto più significativo di questa mossa non è solo la tecnologia, ma il principio che introduce: la protezione dei contenuti visivi come parte integrante della data governance.
È il segnale di un’evoluzione più ampia in casa Microsoft, che sta progressivamente fondendo sicurezza, identità e produttività in un’unica logica di “intelligent trust”.
