❗ 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗻 𝘀𝗼𝘂𝗿𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗖 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮: 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶
Bill Gates non ha iniziato con Windows. Ha iniziato con poche righe di codice, scritte in un’epoca in cui i computer erano scatole rumorose, con luci lampeggianti e interruttori da azionare manualmente. Nessuna interfaccia grafica, nessun mouse. Solo il fascino di una macchina che aspettava istruzioni, e la sfida di capire come darle voce.
Era il 1975. L’Altair 8800, spesso definito il primo vero personal computer, era appena stato presentato. Una scatola blu piena di interruttori, senza schermo, senza tastiera.
Eppure, per chi sapeva programmare, era una finestra su un futuro tutto da inventare. Gates e Paul Allen colsero l’occasione: scrissero una versione di BASIC che permetteva di parlare con quella macchina. Non era solo un linguaggio: era una chiave che trasformava un ammasso di transistor in uno strumento creativo.
Poi arrivò il 1976, e con lui il processore MOS 6502. Economico, potente per l’epoca, pronto a diventare il cuore pulsante di computer leggendari come Apple II, Commodore 64 e Atari. Qui entra in scena Ric Weiland.
Giovane, brillante, capace di dare struttura al codice di Gates. Insieme portarono il BASIC sul 6502: una scelta che avrebbe influenzato intere generazioni.
Immagina di essere uno studente degli anni ’80. Accendi il tuo Commodore 64. Schermo blu, scritta lampeggiante____READY
E lì, davanti a te, il linguaggio BASIC. Bastava digitare poche righe per disegnare, creare un gioco, fare calcoli. Niente compilatori complessi, niente barriere.
Solo la tua fantasia, trasformata in codice. È così che milioni di ragazzi impararono a programmare: non da un manuale accademico, ma smanettando, copiando righe di codice da riviste, provando, sbagliando e riprovando.
Questo era il potere del BASIC: democratizzare l’informatica. Non era elegante, non era veloce come altri linguaggi, ma era accessibile. E questo lo ha reso storico. Gates e Weiland, senza saperlo, avevano costruito un ponte tra il mondo degli ingegneri e quello dei sognatori.
Oggi, quasi cinquant’anni dopo, Microsoft ha deciso di rendere open source la versione 1.1 del BASIC per MOS 6502. Un gesto che è più di una concessione nostalgica: è un invito a toccare con mano le radici del nostro presente digitale. È come se ti dessero accesso ai quaderni originali di Leonardo da Vinci, solo che al posto di schizzi e disegni ci sono righe di codice.
Perché conta ancora?
✔️ Perché ci ricorda che i grandi cambiamenti iniziano dalla semplicità.
✔️ Perché ci mostra che collaborazione e condivisione (come quella tra Gates e Weiland) valgono più di ogni individualismo.
✔️ Perché l’open source è oggi ciò che il BASIC fu allora: una porta spalancata per chiunque voglia imparare e costruire.
